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Con Antonia ci facevamo delle lunghe chiacchierate. Ricordo che si era rivolta a me perché non si sentiva ‘soddisfatta’ della sua vita. Aveva tutto, era giovane, bella, un buon lavoro e recentemente si era innamorata di un giocatore di pallacanestro. Era felice, si vedeva, tuttavia c’era qualcosa che non andava. Mi raccontò che si sentiva spesso sopraffatta dagli impegni, fra la casa, il lavoro, il fidanzato e altre mille incombenze. A volte arrivava a fine giornata distrutta, con una sottile ansia e quella strana sensazione di aver lasciato le cose per strada, diceva lei, di non essere stata capace di godersi il suo tempo. Una volta mi raccontò che a fine giornata lavorativa, dovette mandare la classica ultima email al capo, doveva essere una cosetta di cinque minuti, ma poi una cosa tira l’altra e uscì dall’ufficio due ore dopo. La sera doveva vedersi col suo ragazzo a cena da lui, ma arrivò tardi e litigarono. Le succedeva spesso e devo dire che non è la prima persona che mi solleva questa obiezione. A quanto pare al giorno d’oggi, con i ritmi che ci siamo imposti, rischiamo di non avere tempo per le cose davvero importanti. Piuttosto mettiamo tutto ciò che dobbiamo e vogliamo fare, sullo stesso piano.

Mi è sembrata l’occasione per raccontarle la storia del professore e dei sassi.

Da qualche parte nel mondo, un professore universitario si presentò in aula per la lezione, portando con sé una misteriosa busta. La aprì e dispose il suo contenuto sulla cattedra, fra lo stupore delle matricole. C’era un grosso barattolo vuoto di vetro, un sacchetto con dei sassi grossi, un sacchetto con dei sassi più piccoli, un sacchetto con della sabbia e un paio di lattine di birra. Poi si rivolse agli studenti e disse: “Il barattolo rappresenta voi e il vostro tempo, i sassi grandi sono le cose più importanti per voi, i sassolini le cose meno importanti e la sabbia rappresenta tutto ciò che ha poca o nessuna importanza”. Prese il barattolo in mano e lo mostrò agli studenti. “Che succede se lo riempio prima con le cose di poca importanza?” Prese così la sabbia e la versò dentro. Una volta che il barattolo ne fu colmo, il professore prese qualche grosso sasso e lo mise nel barattolo, ma, ovviamente, i sassi non entravano perché il barattolo era pieno di sabbia. “Vedete, se occupate tutto il vostro prezioso tempo con le cose insignificanti e di poco valore, non ci sarà più posto per le cose che davvero valgono”. A quel punto svuotò il barattolo della sabbia e introdusse qualche pietra grande. “Badate, dovete prima far spazio alle cose importanti della vita e poi a quelle meno importanti”, qui prese i sassolini piccoli e li inserì nel barattolo. Questi scivolarono e si posizionavano fra i sassi grandi. Poi continuò: “Solo a questo punto potete dar spazio alle cose poco importanti, che occuperanno gli interstizi dei sassi”, prese di nuovo un po’ di sabbia e la introdusse nel barattolo colmo di sassi. Si avvicinò alla platea incuriosita e divertita e mostrò meglio il barattolo che aveva fra le mani. La lezione era chiara. A quel punto uno studente alzò la mano e disse: “Ma professore, le birre cosa rappresentano?”. Il professore sorrise e tornò alla cattedra. Prese le lattine, le aprì e verso il contenuto nel barattolo. La sabbia piano piano assorbì il liquido e lui aggiunse: “Dopo aver dato spazio alle cose fondamentali, poi a quelle meno importanti e infine alle cose poco importanti, c’è sempre il tempo di una buona birra al bar con gli amici”.

Antonia non faceva in questo modo, metteva sullo stesso piano cose poco importanti e differibili, come mandare un’email a fine lavoro, e cose che le stavano a cuore, come la cena con il suo amore. Ma il nostro tempo è una risorsa limitata e dobbiamo discernere come impiegarlo saggiamente.

E tu, metti anche tu prima la sabbia nel tuo barattolo? Impara a distinguere ciò che davvero conta per te e cosa no.  Quello che può essere rimandato e ciò che invece vuoi vivere adesso perché ha più valore.



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