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Vediamo in questo articolo alcuni esperimenti che sono stati condotti nel secolo scorso e che hanno dimostrato in modo inconfutabile come ‘funzionano’ gli esseri umani.


IL CANE DI PAVLOV

L’esperimento più celebre in assoluto ha come protagonista un cane. Quando un cane è in procinto di mangiare, la saliva inizia a riversarsi dalle ghiandole salivari situate nella parte posteriore della cavità orale. Pavlov, un medico russo, si accorse, però, che alcuni cani sbavavano anche quando non c’era cibo, ma ogni qual volta vedevano persone che indossavano dei camici bianchi. Riflettendo, intuì che quando ai cani era servito cibo, la persona che portava il cibo indossava un camice da laboratorio. Da lì dedusse che si trattava di un riflesso condizionato. Pavlov successivamente cominciò a suonare un campanello ogni qual volta dava da mangiare ai cani. Dopo poche ripetizioni, i cani cominciarono a salivare ogni volta che sentivano il rumore del campanello. I cani avevano imparato ad associare la campana e il cibo e questo apprendimento ha creato un nuovo comportamento.


IL FINTO EVENTO

La psicologa Elizabeth Loftus ha dimostrato con questo esperimento come la memoria possa essere modificata da ciò che ci viene detto e, dunque, ognuno possa acquisire ricordi di cose che non sono mai avvenute. A ogni partecipante dell’esperimento fu dato un libretto, contenente tre eventi realmente accaduti appresi da persone vicine) e un ricordo falso, arricchito da particolari plausibili. A questo punto del test a ognuno dei partecipanti venne chiesto di leggere gli eventi narrati nel proprio libretto e se uno di questi non veniva ricordato, bisognava dichiararlo. Il test ha evidenziato che alcuni partecipanti erano del tutto persuasi di aver vissuto quel determinato evento. Al termine dell’esperimento, il 25% continuava a sostenere di ricordare in ogni particolare l’evento fittizio.


LA PRIGIONE DEL DIAVOLO

L’esperimento della prigione di Stanford fu un tentativo di indagare gli effetti psicologici del potere percepito, concentrandosi sulla lotta tra prigionieri e secondini. Fu condotto alla Stanford University nel 1971, da un gruppo di ricerca guidato dal celebre professore di psicologia Philip Zimbardo e usando come volontari gli studenti universitari. L’esperimento prevedeva l’assegnazione casuale, agli studenti che accettarono di parteciparvi, dei ruoli di guardie e di prigionieri all’interno di un carcere simulato. Zimbardo dimostrò che gli individui di un gruppo coeso tendono a perdere l’identità personale, la consapevolezza, il senso di responsabilità, alimentando la comparsa di impulsi antisociali. Entro poche ore dall’inizio dell’esperimento, quelli che furono assegnati come guardie iniziarono a molestare i prigionieri. Questi furono scherniti con insulti ed erano continuamente sottomessi. In meno di una settimana alcune guardie erano diventate sadiche, e intensificarono gli abusi sui prigionieri con il passare dei giorni. Nessuno dei partecipanti divenuti secondini aveva mostrato segni di personalità sadica prima dell’inizio dello studio. I risultati dimostrano che le persone si conformano ai ruoli sociali che devono svolgere, specialmente se i ruoli sono fortemente caratterizzati. Da questo esperimento è stato tratto il film Effetto Lucifero.


IL RITORNO DEL NAZISMO

La Terza Onda è stato un esperimento sociale per dimostrare l’attrattiva esercitata dal nazismo sui tedeschi durante gli anni ’30 del secolo scorso. È stato ideato nel 1967 dal professore di storia Ron Jones alla Cubberley High School di Palo Alto, in California. Mentre spiegava ai suoi studenti il regime di Hitler, Jones non riusciva a dimostrare con le parole come il popolo tedesco potesse accettare le azioni dei nazisti. Allora decise di creare un movimento chiamato The Third Wave convincendo i suoi studenti che era necessaria l’eliminazione della democrazia. «Il fatto che la democrazia ponga l’accento sull’individualità – dichiarava Jones – è uno svantaggio mentre il nostro movimento esalta la disciplina e il comunitarismo». Quando il movimento cominciò a crescere al di fuori della sua classe, Jones capì che la situazione stava andando fuori controllo ed era giusto fermarsi. L’esperimento dimostra la forza della propaganda e l’incredibile malleabilità delle menti giovani. Da questo esperimento è stato tratto un libro e un film.


IL FUMO NELLA STANZA

Che faresti se stessi in una stanza e vedessi del fumo provenire da sotto la porta? L’esperimento è stato condotto su un gruppo di persone che stava portando a termine un questionario. Quando queste sono sole nella stanza, immediatamente segnalano la presenza di fumo. Ma quando nella camera ci sono anche due attori, istruiti su come comportarsi (lavorano e fanno finta di non notare niente di strano), solo il 10% delle persone segnala il potenziale pericolo. Nove soggetti su dieci continuano a lavorare sul questionario, sfregandosi gli occhi e tossendo di tanto in tanto. L’esperimento dimostra che ci facciamo condizionare sempre più dagli altri e a volte agiamo anche contro il nostro stesso istinto.


LA TEORIA DEL DIVERTIMENTO

Con l’esperimento The fun theory (la teoria del divertimento), la Volkswagen ha dimostrato che il comportamento delle persone può essere migliorato se rendiamo più divertenti le loro attività quotidiane. A Stoccolma l’azienda fece installare sulle scale di una stazione della metropolitana orme sonore. Calpestando le impronte disegnate sui gradini, i passanti facevano partire dei brani musicali. Sempre più passeggeri cominciarono a preferire le scale normali a quelle mobili.


IL VIOLINISTA FAMOSO

Nel gennaio 2007 il celebre violista Joshua Bell organizzò un mini concerto di 6 brani nella metro di Washington ed eseguì con il suo Stradivari del 1713 da 3,5 milioni di dollari alcuni celebri e difficili brani di Bach. Solo 6 persone si fermarono e rimasero ad ascoltare per un po’, mentre 20 passanti gli diedero qualche spicciolo, ma continuarono per la loro strada. Alla fine, il musicista raccolse 32 dollari: nessuno notò che uno dei migliori musicisti del mondo aveva suonato alcuni tra i pezzi più difficili della storia con un violino preziosissimo. Il concerto era stato organizzato da Gene Weingarten, giornalista del Washington Post che volle dimostrare come in un contesto ordinario è davvero difficile cogliere la bellezza. Tre giorni prima, Bell aveva suonato in un concerto alla Symphony Hall di Boston, dove i biglietti costavano dai 100 dollari in su.


L’ESPERIMENTO DI FANTZ

Nel 1961, quando Fantz ha effettuato l’esperimento che prende il suo nome, non c’erano molti strumenti utili per scoprire che cosa passasse nella testa di un bambino. L’unico modo era osservarlo. Fantz installò un tabellone davanti un bambino e sullo stesso pose due immagini. La prima rappresentava un bersaglio, l’altra un viso umano. Poi si nascose dietro il tabellone e tramite un buco osservò lo sguardo del bambino. La prima cosa che scoprì fu che un bambino di due mesi osserva l’immagine del viso umano per il doppio del
tempo rispetto all’immagine del bersaglio. Questo gli suggerì che i bambini avessero capacità di discernere le forme e i modelli. Prima di quella scoperta si credeva che i bambini osservassero un mondo caotico di cui potevano cogliere quasi nulla. Come risultato di questo e di successivi studi simili, gli psicologi hanno suggerito che siamo nati con una
chiara preferenza per la visione di volti umani. Questo ha certamente un significato evolutivo in quanto i volti umani contengono tutte le informazioni utili che sono vitali per la nostra sopravvivenza.

Se sei interessato all’argomento puoi leggere la seconda parte, cliccando qui.


Fonte: UNIPSI 2021



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