Tempo di lettura: 8 minuti


Ultimamente ho ricevuto tantissime richieste di chiarimento sulla figura del counselor, pertanto ho scritto il seguente articolo.

Buona lettura.

Il counseling è un tipo di aiuto che si sta progressivamente affermando in Italia, dopo essersi già sviluppato in Europa e negli Stati Uniti. L’intervento si basa su diversi fattori. Il principale prevede un intervento finalizzato ad operare più nell’ottica di promozione della salute e del benessere, piuttosto che di cura della malattia. Il counseling si propone di essere un valido strumento di aiuto per gli individui e per le famiglie, per fronteggiare dei momenti di crisi, di conflitto e difficoltà, legati alle ‘sfide’ che normalmente si interpongono lungo le tappe evolutive dello sviluppo. È proprio per questa ragione che il counseling si muove nella direzione di promuovere la salute, l’adattamento e la qualità della vita, facendo leva sulle risorse interne dell’individuo e sui punti di forza del suo ambiente.

In altri termini, il counseling promuove una visione positiva dell’uomo, in cui trova spazio la fiducia nell’esistenza di concrete possibilità di cambiamento e miglioramento della condizione contingente. Al centro di tutto, pertanto, c’è la persona con la sua unicità e dignità di essere. Il centro del cambiamento passa attraverso la relazione che si instaura fra il counselor e il cliente (si badi bene: non è chiamato paziente), la quale deve essere sempre sincera ed empatica, affinché sia proficua e di reale aiuto. La chiave è quel fattore umano in cui si realizza quel particolare tipo di ascolto attivo e vera comprensione, tipici del counseling, che permette di facilitare la comunicazione, l’espressione e la consapevolezza di sé e della propria situazione da parte del cliente.

L’etimologia del termine counseling viene spesso ricondotta alla parola ‘consiglio’. Il dare consiglio puro e semplice è un’attività che non dovrebbe rientrare in questo tipo di rapporto di aiuto. Il counseling, invece, ha il compito di far ‘risvegliare’ le indubbie capacità e risorse del cliente, affinché sia lui stesso a reggere il timone della sua vita. Il consiglio, invece, si cartatterizza come una proposta unilaterale di aiuto e pertanto poco utile in questo contesto. La corretta provenienza del termine, invece, è il verbo latino ‘consulo’, cioè avere cura di, venire in aiuto. In senso etimologico, quindi, il termine counseling sta ad indicare un aiuto ad un’altra persona.

Dopo aver fatto questa ampia premessa, vediamo più nel dettaglio su cosa si basa concretamente il counseling:

  1. Il counseling è una forma di relazione di aiuto che racchiude diverse modalità di intervento, accumunate dall’intento di offrire, a chi ne ha bisogno, l’opportunità di ritrovare un proficuo e reale benessere.
  2. Il counseling si fonda sull’incontro, la comunicazione e la relazione fra le due persone: il counselor e il cliente. Quest’ultimo deve essere messo nella situazione di esporre liberamente quelle che sono le sue difficoltà, i problemi e le preoccupazioni, al fine di trovare la possibilità di cambiamento.
  3. La relazione è sempre finalizzata ad aiutare il cliente. Lo scopo principale è aiutare il cliente a prendere consapevolezza dei suoi problemi e delle conflittualità, ma anche delle sue potenzialità. Potrà così esprimere dubbi e perplessità al fine di trovare insieme delle soluzioni.
  4. Il cliente ha un ruolo attivo. Questo è un paradigma evidentemente diverso da altre forme di aiuto psicologico, come la psicoterapia, che mette al centro la malattia psichica, fa diagnosi e attua terapie che hanno come ruolo attivo il professionista e non il paziente.
  5. Il counselor mette a disposizione le proprie competenze nella relazione di aiuto. Il counselor è un esperto, che grazie a un’adeguata formazione e alla sua esperienza, utilizza le proprie abilità relazionali e comunicative per accogliere il cliente, per farlo sentire ascoltato e compreso e per facilitare l’espressione dei suoi vissuti e sentimenti soggettivi. Il counselor, dunque, è un professionista, un esperto di comunicazione e di relazione, in grado di facilitare il percorso di autoconsapevolezza dell’interlocutore.

Vorrei riportare qui la definizione officiale di counseling data dall’Associazione Britannica di Counseling (BAC) e fare dopo alcune considerazioni.

Il counseling è l’uso, professionale e regolato da principi, di una relazione, nell’ambito della quale il cliente è aiutato nel processo finalizzato a facilitare una migliore conoscenza di sé e l’accettazione dei propri problemi emotivi ed a portare avanti la propria crescita emozionale e lo sviluppo ottimale delle proprie risorse personali. Lo scopo finale è di fornire al cliente un’opportunità di vivere in modo soddisfacente ed in base alle proprie risorse. La relazione di counseling può variare a seconda dei bisogni, ma riguarda comunque i compiti evolutivi ed è rivolta a risolvere problemi specifici, a prendere decisioni, a fronteggiare momenti di crisi, a sviluppare un insight personale ed una migliore conoscenza di sé, e ad elaborare sentimenti connessi a conflitti personali o a migliorare le relazioni con le altre persone. Il ruolo svolto dal counselor è quello di aiutare il cliente rispettando i suoi valori, le sue risorse personali e la sua capacità di autodeterminarsi.

Facciamo a questo punto alcune considerazioni:

  1. La relazione di counseling è regolata da principi. Il counseling deve basarsi sul rispetto reciproco fra counselor e cliente ma, soprattutto, deve fondarsi su precise norme professionali, etiche e deontologiche, che pongano la massima attenzione al rispetto dell’individualità e della unicità del cliente, tutelandone la privacy e la salute.
  2. Il counseling è un processo. Nel senso che è stabilito dall’incontro di due persone e non va immaginato come qualcosa di statico e immutabile. La relazione di counseling cambia anche da incontro a incontro. In questo senso è un processo legato all’evolversi del tempo. Entro tale relazione, il soggetto dovrebbe sentirsi accettato, compreso e libero di esprimere la propria individualità. Tale relazione di aiuto non si crea istantaneamente in modo magico, ma richiede del tempo e un’attenzione specifica da parte del counselor.
  3. Il counseling è finalizzato a facilitare una migliore conoscenza di sé e all’accettazione dei propri problemi emotivi. Il counseling è adatto in quei contesti dove si vuole portare avanti la propria crescita emozionale e lo sviluppo ottimale delle proprie risorse personali. Ha, pertanto, la finalità generale di favorire la consapevolezza, la conoscenza e l’accettazione di sé da parte del cliente. In questo senso, nel counseling, il cliente viene facilitato e aiutato nel tentativo di conoscersi meglio, di avere maggiore consapevolezza e accettazione di sé, di comprendere più a fondo il significato e i confini delle proprie difficoltà; parallelamente, il cliente viene aiutato ad identificare, a valorizzare e ad utilizzare e risorse personali di cui dispone e su cui fare leva per superare il numero di crisi. Nel counseling, dunque, l’accento è posto sugli aspetti positivi a disposizione dell’individuo, quali l’autoconsapevolezza, le risorse, la crescita e lo sviluppo.
  4. Lo scopo del counseling è di fornire al cliente un’opportunità di vivere in modo soddisfacente e in base alle proprie risorse. Diversamente dalla psicoterapia, il counseling non si propone di curare l’individuo, ma di aiutarlo a nel suo cammino di crescita e maturazione. Lo scopo più ampio del counseling, dunque, può essere visto come uno scopo esistenziale, preventivo più che terapeutico.
  5. Il counseling non affronta problematiche collegate alla psicopatologia. Piuttosto si propone di gestire difficoltà connesse ai compiti evolutivi del cliente. La relazione di counseling può variare a seconda dei bisogni ed è in ottica a risolvere problemi specifici, a prendere decisioni, a fronteggiare momenti di crisi, a sviluppare una migliore e più profonda conoscenza di sé. Ma anche a elaborare sentimenti connessi a conflitti personali o a migliorare le relazioni con le altre persone.

Se ti interessa approfondire l’argomento, puoi leggere la pagina di presentazione del sito, cliccando qui.

Per capire invece le differenze che passano tra un counselor e gli altri professionisti dell’aiuto psicologico, vai a questo articolo.

Se vuoi capire come riconoscere un bravo counselor, leggi questo articolo.



0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.