Tempo di lettura: 7 minuti


Chiunque prima o poi si è chiesto “Qual è il significato della vita?”. La domanda è impegnativa e non credo esista una risposta unica. Viktor Frankl, un famoso psicologo che riuscì a sopravvivere ai campi di concentramento nazista, durante la Seconda guerra mondiale, disse queste parole:

“Perché il significato della vita differisce da uomo a uomo, di giorno in giorno, e di ora in ora. Ciò che conta, quindi, non è il significato della vita in generale, ma piuttosto il significato specifico della vita di una persona in un dato momento“.

Viktor Frankl


In questo passaggio, Viktor Frankl ci dice proprio questo, cioè che il significato della vita è diverso per ognuno di noi. C’è chi lo trova nell’amore di un coniuge o del proprio figlio. Chi, invece, nel lavoro che facciamo. Potremmo scoprire che il volontariato e il fare del bene agli altri sono le attività che danno più significato alla nostra vita. Ovunque troviamo uno scopo e una realizzazione, sembra che spetti davvero a noi prendere in considerazione ciò che è più importante, più vitale e più significativo. All’interno di questo insieme di valori, esperienze, obiettivi e credenze, possiamo mettere insieme ciò che ci dà il miglior senso del significato nelle nostre vite.

Abbiamo appena menzionato il concetto di “valore”, strettamente connesso a quello di “significato”, andiamo perciò ad approfondirlo. Il concetto di valore si riferisce a “ciò che una persona trova importante e indica una direzione da seguire nella propria vita”. La differenza fra significato e valore è importante. Il significato riguarda il motivo per cui attribuiamo valore a ciò che facciamo, abbiamo o desideriamo. Il valore può essere totalmente soggettivo, personale e unico, mentre il significato è sempre trascendente. Infatti, mentre gli obiettivi possono essere raggiunti, i valori non possono essere raggiunti. Puoi leggere a riguardo questo articolo del blog. Ad esempio, il valore della creatività non può mai essere soddisfatto. Anche se la persona crea un dipinto (un obiettivo concreto), sarebbe sciocco dire: “Ora che ho creato questo dipinto, ho realizzato la creatività. Ora procederò a soddisfare il prossimo valore”. Pertanto, i valori sono formulati al meglio come verbi, più che come sostantivi, in quanto non sono qualcosa che sia mai stato pienamente raggiunto. Ad esempio, un valore potrebbe essere “essere creativo”. Anche quando un valore viene concepito come personale, al di là del suo significato in termini universali, esso resta legato a un comportamento che non si esaurisce mai, fino a che esso si lega davvero a un valore, e che, anche se dato per scontato, si rinnova continuamente. Per esempio, se una persona ha realizzato il valore della libertà personale nella sua vita, significa che sarà riuscito a fare ciò che desiderava fare e che considerava importante, ma ciò non è una conquista definitiva e, proprio perché un valore, la sua libertà personale resta soggetta a modificazioni e limitazioni anche indipendentemente dalla sua volontà.

Questa considerazione ci porta a distinguere, quindi, tra valori assoluti e valori reali. Nella vita quotidiana di ciascuno di noi, certi valori assumono più importanza di altri, ma, al di fuori della pura riflessione filosofica, sono sempre relativi. Per quanto si possa considerare come assoluto, qualsiasi valore applicato alla vita umana diventa soggetto a continue trasformazioni dipendenti dalle circostanze. È assoluto un valore che viene concepito al di fuori dello spazio e del tempo, ma nel momento stesso in cui esso si cala nella realtà, esso assume diversi significati e manifestazioni a seconda delle circostanze e delle persone alle quali esso si applica. In termini molto semplici, anche valori che istintivamente definiamo assoluti, come quello della vita, sono calpestati, violati, “sospesi” a seconda delle circostanze, a cominciare dal fatto che tutti gli esseri viventi, per vivere, hanno bisogno di sopprimere altre vite. Quindi, si suggerisce di distinguere sempre tra valore e ideale:

• l’ideale può essere assoluto proprio perché è ideale e non accetta deviazioni, variazioni, interpretazioni. Esso si ricollega al significato che una persona o un movimento d’opinione attribuiscono a un certo fenomeno o comportamento.

• Il valore, invece, è quello che viene attribuito a quell’ideale quando esso si cala nella realtà concreta.

Quindi, per esempio, la bellezza è un concetto ideale, che si può cercare di perseguire e che, in termini assoluti, non può essere mai realizzato: nel momento in cui lo fosse in senso assoluto, sarebbe una componente intrinseca e necessaria della realtà, sarebbe scontata e non modificabile, e quindi perderebbe “valore”. Se tutti e tutto ciò che possiamo concepire fosse “bello”, il concetto stesso di bellezza perderebbe di significato, in quanto privo di termini di confronto. Perché esso sia un ideale occorre che la bellezza sia in qualche modo assente, in misura maggiore o minore, mentre il suo valore dipende dalla valutazione che ognuno può dare delle sue manifestazioni fenotipiche, ossia reali. Si può perciò affermare che esiste un legame molto stretto tra ideale e valore, nel senso che ciò che ha valore per ciascuno di noi diventa un ideale quando viene a mancare. È il valore che noi attribuiamo a qualunque aspetto della realtà che fa emergere la motivazione a difenderlo, a mantenerlo così com’è, a perseguirlo quando viene a mancare. Quindi, su queste basi filosofiche, il counseling suggerisce di allineare i propri ideali con i propri valori, in modo che le nostre azioni e ciò che stiamo cercando di ottenere nella vita siano valori che troviamo intrinsecamente importanti e che permettono di sperimentare il significato dell’ideale cui sono legati.

“Se i nostri obiettivi non sono ben allineati con i nostri valori o il nostro senso del sé, siamo più propensi a procrastinare”.

Timothy A Pychyl (Ph.D.)


In breve, l’obiettivo del counseling non è quello di permettere al cliente di raggiungere il suo valore, ossia ciò che ritiene tale, ma di aiutarlo a far sì che i suoi ideali e valori siano allineati, in modo da permettergli di sperimentarne il significato ideale e non soltanto il beneficio o il piacere concreto che il valore comporta. Questo perché, come si è illustrato, il valore è un concetto suscettibile di modificazioni continue, mentre l’ideale no. Di conseguenza, il cliente deve comprendere quanto sia importante dare significato alla sua vita ricercando e realizzando valore, ma consapevole del fatto che esso è solo uno strumento per permettergli di perseguire obiettivi ideali, non più legati solo al valore di ciò che egli ritiene tale per goderne nella sua vita personale.

La finalità dell’attività del counseling filosofico, dunque, è eminentemente pratica: esso ha lo scopo di rendere degna di essere vissuta la vita del maggior numero di persone, e per farlo deve educare e formare a vivere la vita di ognuno secondo le sue attitudini, risorse e ideali, ma in maniera concreta, efficiente, utile a sé e agli altri. Sprecare la vita inseguendo ideali senza la reale volontà di perseguirli, o addirittura senza avere ideali, ma solo valori da difendere nel proprio interesse, è quanto di peggio si possa fare nei confronti del significato della vita, qualunque esso sia.


Fonte: UNIPSI 2021



0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.