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La passione e la dedizione vincono sul talento. Ti spiego perché.

Inizio col dire che penso che nella nostra società il talento sia un pò troppo mitizzato. Se si considera un campione sportivo, un musicista, un’artista eccezionale, spesso si pensa: “Facile per lui, è dotato di molto talento…”. 

Così facendo, però, si finisce di dimenticare gli anni e anni dedicati a praticare con costanza e dedizione assoluta la propria attività. Il talento da solo, ammesso che ci sia, diventa un talento ‘sprecato’, una predisposizione che non viene realmente utilizzata. Al contrario ho sempre pensato che, pur avendo una predisposizione di partenza minore, se ci si applica veramente bene al contesto che hai scelto per la tua sfida, si possono ottenere dei risultati eccezionali.

Negli anni ‘90 una famosa ricerca mostro che servono 10mila ore di pratica deliberata, non distratta, ma concentrata, per eccellere in una materia e diventare un campione. Questo vale per chiunque. Effettivamente parliamo di’ un quantitativo davvero enorme. Si tratta dell’equivalente di 20 ore x 50 settimane per 10 anni! Alcuni hanno anche contestato questo dato, dicendo che non è molto preciso, ma questo non ha molta importanza, il concetto rimane vero: ci vuole una mole enorme di pratica e allenamento deliberato per eccellere in qualsiasi cosa, che sia musica, sport, arte e tante altre discipline. Questo aspetto è stato confermato anche da molte ricerche nell’ambito dello sport di alto livello. Pertanto si deduce che le differenze di prestazione non sono molto correlate alla predisposizione genetica, che sicuramente conta, quanto piuttosto all’allenamento.

Credo che alla fine si possa dire con abbastanza certezza che se si va a vedere più a fondo cosa fa la differenza, viene sempre fuori che si tratta di un’applicazione più chiara, concentrata e specifica di 4 fondamenti:

  • Nutrizione
  • Nutraceutica
  • Allenamento fisico
  • Lavoro interiore

Certo, è anche vero che nello specifico un musicista può diventare un eccellente artista senza che si concentri sulla nutrizione; ovviamente anche a lui gioverebbe mangiare più sano, questo è scontato. Mentre per un’atleta che usa il suo corpo come veicolo per la prestazione, l’allenamento fisico diventa imprescindibile.

Insomma, se ognuno di noi sul suo piccolo applica al meglio quelle regole di base nel campo dei 4 fondamenti e soprattutto le applica per un tempo sufficientemente lungo, la nostra prestazione, salute e situazione psicofisica può cambiare di molto. 

Per eccellere è necessaria una lunga pratica e per applicarsi così a lungo la sola motivazione non è sufficiente. Serve assolutamente un ingrediente fondamentale: il piacere della pratica, ossia la passione per l’ambito in cui vogliamo ottenere risultati importanti. Le persone diventano eccellenti nelle prestazioni in campi che amano, sennò si andrà avanti sempre a fatica e sperimentando diversi effetti collaterali, tra l’altro ben noti e raccontati in libri e film, in cui i protagonisti sono sono arrivati a prestazioni eccellenti, patendo però sofferenze molto profonde. Questo perché si trattava di qualcosa che non avevano scelto loro e che, quindi, non amavano abbastanza.

I temi della pratica deliberata nello specifico dei 4 fondamenti devono diventare parte di te ed elementi centrali della tua giornata, come fossero dei rituali,  per costruire l’alta prestazione o per avanzare più semplicemente verso la migliore versione di te stesso.

In conclusione, credo che tutti noi nel nostro contesto possiamo migliorarci e diventare persone migliori, più sane e che trasmettono una maggiore dose di energia positiva al mondo.

Alla fine quello che conta è che tutto dipende da te.




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