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Voglio che leggiate questo articolo con molta attenzione e che lo rileggiate un numero di volte sufficiente a farvelo capire.

In questo momento ci sono due voci nella vostra testa. C’è l’Io razionale e lucido e c’è l’Io depresso.

L’Io depresso non si cura molto della logica o del pensiero razionale. Anzi, si impegna a eliminare entrambi e a sostituirli con la negatività e con l’esatto contrario della logica. Il suo unico interesse è quello di tenervi bloccati in un vortice discendente, perché è l’unica cosa che conosce. Lo fa dicendovi:

“Nessuno può aiutarmi e non ho speranza.”

Tutti, e dico tutti, coloro che hanno sofferto di questa malattia debilitante hanno dovuto fare i conti con la verità: la depressione racconta bugie. Può farti credere cose che normalmente non crederesti di te stesso. È quello che fa, fa parte del processo. Tutti noi abbiamo creduto, una volta o l’altra, che la nostra depressione fosse la peggiore mai esistita e che nessuno potesse aiutarci.

Nel momento in cui si comprende questa semplice verità, si passa dalla condizione di vittima a quella di persona attiva. Una volta superata questa linea, è il momento di prendere l’iniziativa fissando un appuntamento con un medico o un professionista della salute mentale. Non si tratta di qualcosa che si può affrontare da soli. Non si risolve ignorando il problema o cercando di distrarsi.

C’è aiuto e c’è speranza, ma il problema è questo. Va chiesta!

Dovete andare a cercarla, non importa quanto sia difficile.

Lascia nei commenti la tua esperienza, se ti va!




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